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    Per il presidente di Contribuenti. Redazione Stato. L articolo mi appare chiaro ed esaustivo, ma vorrei domandare per quale motivo devo pagare 50 euro per avere il modello i. Si non capisco perchè dopo una mia email mi è stato richiesto di sottoscrivere un abbonamento di 50 euro per scaricare un modulo che penso mi venga di diritto………………siamo sempre alla solite.

    Volevo solo specificare che in tutti gli articoli che ho letto sul web, non viene specificato che sul sito contribuenti. Sinceramente non lo trovo nemmeno tanto giusto, dal momento che una ha diritto ad un rimborso, dovrebbe avere anche diritto di reperire il materiale in maniera gratuita. Anche perchè la quota associativa è di circa 50 euro. Abbiamo ricevuto circa

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    Registro imprese. Nessun invasore all'orizzonte. Soltanto dei visitatori alla ricerca di pavimenti lastricati, torri e vestigia, disseminati nel corso dei mille anni di storia che hanno fatto della Cittadella quello che è oggi.

    Uno scenario cinematografico a grandezza naturale Le mura della Cittadella rappresentano, fin dagli albori della settima arte, un luogo di riprese privilegiato per i cineasti. Ne sono una prova il numero di manifesti cinematografici che conta al suo attivo. Nel , Jean Renoir scelse questo sfondo per una parte del film Il Torneo. Anche La merveilleuse vie de Jeanne d'Arc contiene alcune scene di combattimento girate a Carcassonne da Marco de Gastyne, nel In quest'ultimo caso, la città è utilizzata per ricreare l'assedio di Orléans Più di recente, nel , vi sono state girate alcune scene di Robin Hood: principe dei ladri, con Kevin Costner.

    Come capita spesso, i cineasti non la sollecitano per quello che rappresenta, ma questa attrice inveterata si presta al gioco delle telecamere con grande piacere, quando non si ritrova direttamente nel cuore dell'intrigo e dell'opera , come per il thriller medievale Labyrinth, di Kate Mosse.

    Queste parole senza mezzi termini sono state pronunciate dal barone François de Guilhermy, che nel fustiga, in un'opera dedicata a Carcassonne, il restauro della cittadella in rovine, intrapreso nel e durato oltre mezzo secolo. Oltre ad aver infranto il romanticismo delle rovine, lo si rimprovera di aver abusato della zigrinatura su tutte le mura e soprattutto di aver rivestito sistematicamente le torri di ardesia, in una regione in cui domina la tegola.

    Restauri più recenti hanno reintrodotto un po' di varietà. Bisogna ammettere comunque che Violletle-Duc ha salvato la cittadella, anche se ha un po' idealizzato la sua visione della fortezza.

    Quando la cittadella s'infiamma Da oltre cent'anni il primo fuoco ha avuto luogo nel in occasione delle feste di Guascogna e della Linguadoca ogni anno si accendono tutti i fuochi della terra per esaltare la cittadella medievale di Carcassonne.

    Ogni anno, il 14 luglio, in occasione della festa nazionale francese, dalle in poi, più di Uno spettacolo di cui certo non ci si stancherà, in una cornice sicuramente unica! Ovunque si cela l'inatteso, anche in quelle aree che sembravano tra loro più simili: che differenza tra Collioure, terra dei "fauves", e Aigues-Mortes, terra di Camargue, intorno allo stesso arco mediterraneo.

    Che contrasto tra Uzès, la fiera e l'elegante, e Minerve, la catara! La parola d'ordine? Tante città e altrettanti paesaggi, ambienti, profumi, dalle mille finezze. Per circa undici chilometri si dispiega uno dei più begli spazi naturali della regione, dove regna sovrana la natura incontaminata.

    Dal carattere austero, questa regione preservata deve essere meritata e rimane ancor oggi di difficile accesso. Su questi Regno dei fenicotteri, delle anatre e degli aironi cenerini, la Piccola Camargue vanta un ecosistema straordinario e di rara bellezza, gelosamente preservato dai suoi abitanti, allevatori di tori, raccoglitori di canne, pescatori o risicoltori.

    Questo piccolo angolo di paradiso continua a mantenersi con orgoglio e passione lontano dalla modernità. Per saperne di più, scannerizza questo codice QR con il tuo smartphone o connettiti su: www. Aigues-Mortes Gard , città fortezza, ha conservato un fascino incredibile. Costruita da San Luigi, la città medievale delle acque "morte" è tuttora in primo piano. Pescatori e salinai hanno costruito la storia della città. Resistente, lo resta ancora, con le sue torri e le sue mura, eletta come un mistero, un capriccio d'altri tempi che si erge nell'indomabile Camargue.

    Tempi di scambi, guerre e crociate. Tempi di storia. La più antica salina del Mediterraneo La più antica salina del Mediterraneo si estende, tra sale e mare, ai piedi di Aigues-Mortes, delineando di fatto una parte del paesaggio economico della città.

    La vocazione alla produzione di sale di Aigues-Mortes risale all'Antichità. Quattrocento anni fa, vi erano una quindicina di piccole saline che si associarono sotto l'egida di un negoziante di Montpellier, per fondare nel la compagnia delle saline del Mezzogiorno francese : le Salins du Midi.

    La sua coltura partecipa alla tutela delle zone umide e alla biodiversità. Salins du Midi, Aigues-Mortes. Luigi IX fece costruire una carreggiata protetta da argini, la quale rappresentava l'unica via d'accesso terrestre tra AiguesMortes e la terra ferma, difesa inoltre dalla Tour Carbonnière.

    Il re si imbarca per la settima crociata nel , poi un'ultima volta, ad Aigues-Mortes, nel , in occasione dell'ottava crociata, poco prima della sua morte. Aigues-Mortes diventerà un centro di scambi di primissimo piano con i paesi del Levante. Il re santo vi fece erigere la Tour de Constance, che fu a lungo la sola difesa della città, per proteggere il porto e la città. Un occhio esperto potrà riconoscere, sul suo stile gotico, il lavoro effettuato sul vetro antico da artisti contemporanei quali Claude Viallat e Bernard Dhonneur: vetro soffiato a bocca, completato da un approccio plastico che si realizza in vetrate senza piombo.

    Da visitare, inoltre : la cappella dei penitenti bianchi e quella dei penitenti grigi ; quest'ultima racchiude degli affreschi sotto la tutela della Sovrintendenza di Xavier Sigalon e delle opere di Auguste Glaize, che ritracciano la vita della Vergine.

    Per quanto. Ma non dimentichiamo il porto di AiguesMortes, che ha anch'esso la sua aureola storica. Comunque sia, andare a zonzo in città, da una galleria d'arte all'altra, è un piacere per gli occhi e per il palato, giacché Aigues-Mortes pullula di creatori e di buoni cuochi.

    Camargue e Petite Camargue, aree palustri, formano uno spazio fuori dal tempo in cui la natura afferma i propri diritti e dove le tradizioni sono eccezioni culturali. Qui domina il toro di Camargue, munito di corna e rustico, di un peso di circa chili, sempre ed esclusivamente all'aria aperta. Il toro è allevato nelle manades, proprietà agricole molto numerose in quest'area; molte di esse organizzano delle ferrades, riti festivi in cui vengono selezionati gli animali e che servono da pretesto per mangiare la gardianne stufato di toro, piatto tipico.

    In questo perimetro, tutti i villaggi degni di questo nome hanno il dovere di organizzare una "corsa camarghese", la cui stagione dura da marzo a novembre, ed è accompagnata da feste folcloristiche. Questa località, fondata da emigranti italiani nel corso del XIX secolo, si è arricchita col passare del tempo grazie all'arrivo di una comunità di pescatori e di agricoltori, in provenienza da tutta la regione. Poi, il destino della cittadina subisce una nuova svolta con lo sviluppo, nell'Ottocento, della balneoterapia: i medici vantano i benefici dell'aria marina e dei bagni di acqua salata, e con l'affluire dei convalescenti la città cambia volto.

    Al Grau-du-Roi, tutto l'anno, ci si nutre dell'amalgama culturale dovuto al porto. Le tradizioni marine sono anche l'occasione di feste colorate, che scandiscono il calendario degli abitanti del luogo: festa degli sport nautici a maggio, Vogua mostra festa del remo e delle culture mediterranee e festa di San Pietro a giugno. Ogni anno, queste giornate religiose e popolari radunano i pescatori intorno al loro santo patrono e onorano la memoria dei marinai scomparsi in mare. Più verso l'interno della città, le case padronali ricordano gli albori della villeggiatura balneare: la casa detta "del delfino", di fronte alla chiesa, di un'architettura tipica del Novecento, o la villa Parry sulla riva destra, attirano i curiosi.

    Ma la vita, al Grau, si estende sulla riva sinistra oltre il centro città, in direzione del quartiere del Palais de la Mer, e quindi di Port-Camargue.

    La stazione balneare rappresenta una meta di predilezione per i bagnanti provenienti da Nîmes, dalle Cévennes e dal vicino Vaucluse, e un luogo di piaceri infiniti, sotto il sole, tra negozi e ristoranti, o sulla sabbia fine delle spiagge vicine. Al Grau-du-Roi, il paradiso è ovunque, a portata di mano. E un vigneto, le Costières de Nîmes, che si estende in leggera pendenza a sud-est di Nîmes, fino al Rodano.

    Il modo migliore di percorrere le vigne, tra stagni e cascinali, è di montare in sella a una bicicletta. Che bell'idea! E sono aperti sette giorni su sette! Château Beaubois, route de Franquevaux a Franquevaux. Centro dello Scamandre, route des Iscles a Gallician. Il locale all'interno è caloroso, la terrazza ombreggiata, senza dimenticare i grilli. Il giovane chef vi propone un'ottima cucina tradizionale. L'Ancien Monastère, place du Monastère a Franquevaux. Aperitivo a Franquevaux È l'ora dell'aperitivo, da degustare al Château Beaubois.

    Questa proprietà, gestita da due giovani professionisti, Fanny e suo fratello François Boyer, conferisce un tocco di modernità alla denominazione.

    Le vigne, al terzo anno di conversione all'agricoltura biologica, sovrastano. A Gallician, dirigetevi verso la magnifica D che fila dritta attraverso i canneti, dallo stagno del Charnier fino alla riserva naturale regionale dello Scamandre, situata intorno all'omonimo stagno. Qui nessun negozio sgargiante, ma un'unica volontà: proteggere questa fauna e questa flora eccezionali e comunicarlo attraverso vari incontri.

    Vi sono proposti tre sentieri tematici. Il circuito in bicicletta Ecco il percorso ideale per scoprire la vera Petite Camargue che vi consigliamo di effettuare in questo senso, per approfittare del paesaggio e della discesa.

    Facile da trovare perché la strada è indicata dal sindacato delle Costières per mezzo di pietre miliari millenarie. Partite dal paesino di Beauvoisin in direzione di Générac. Immediatamente prima di entrare nel centro del paese, prendete a destra route de Franquevaux. Riprendete la strada fino a Franquevaux vicinissimo. Mas du Notaire a Gallician. A Gallician, antico paesino di pescatori riconvertitosi alla viticoltura, fate una tappa al bellissimo Mas du Notaire e degustate i loro vini, prodotti con la più grande cura.

    Potrete anche ritornare per riposarvi in uno dei cinque magnifici appartamenti. Fascino e buon gusto. Jérôme Nutile due stelle al Castellas ha appena creato in Tailandia, all'inizio dell'anno, un magnifico pranzo gastronomico accompagnato da vini del Mas Neuf. Venite a scoprirli in questa cantina in piena Camargue.

    Aperto tutti i giorni, il week-end dietro prenotazione.

    Ristorarsi e riposarsi tra vigne e stagni Per rimettervi dalla vostra passeggiata, potrete pranzare o cenare, e dormire ai Couleurs de Camargue, 19, rue Saint-Marc a Beauvoisin - Tel. Se avete in programma un soggiorno più lungo, approfittate dei bellissimi appartamenti del Mas du Notaire vedi sopra o dell'Antica Abbazia di Franquevaux, place du Monastère a Franquevaux.

    Fu per interrompere la lunga "transumanza" dei Francesi verso le coste spagnole che lo Stato decise, alla fine degli anni Cinquanta, la pianificazione dei chilometri di litorale della regione Linguadoca-Rossiglione. All'inizio degli anni Sessanta, il progetto fu affidato all'architetto Jean Balladur, che decise di distinguersi completamente dall'estetica funzionalista allora in.

    Associando volumi insoliti, come delle piramidi, a una logica di curve, ha conferito un'identità plastica a questa nuova città, che ha saputo conservare una cornice verdeggiante, giacché gli spazi verdi occupano un terzo dello spazio pubblico.

    Il comune dispone di un gran numero di strutture d'alta gamma, di tipo alberghiero e per il tempo libero, come un porto, un terreno da golf, un centro di talassoterapia, dei ristoranti gastronomici; inoltre sette chilometri di spiagge costeggiano la città, tutte dotate di numerose paillotes bar ristoranti. Grazie alla vicinanza con Montpellier e ai suoi abitanti residenti tutto l'anno, La Grande-Motte è sempre in attività.

    Palavas,il fascino del mare per tutti Resa celebre dal disegnatore Dubout, la cittadina di Palavas-les-Flots ha un fascino inimitabile.

    Situata appena dieci chilometri a Sud del capoluogo, Palavas Hérault è da sempre il quartiere estivo di Montpellier. Circondata dal mare e dallo stagno, avvolta da una natura ricca e da una flora eccezionale, questa città balneare sulle coste del golfo del Leone è, per alcuni, il simbolo poco invidiabile delle vacanze popolari, per altri l'emblema della disinvoltura. Il campeggio a Palavas, simbolo di vacanze a buon mercato, fu a lungo l'altro simbolo del posto.

    Ma quello che un tempo fu un villaggio di pescatori vanta ben altre grazie. A cominciare dai sette chilometri di spiaggia in leggera pendenza, ideale quando si hanno dei bambini. Il comune è dotato di un numero discreto di ristoranti, concentrati intorno al canale dove passeggiano i villeggianti, e di paillotes bar-ristoranti sulla spiaggia , dove si mangiano volentieri frutti di mare, con i piedi a mollo.

    L'antico serbatoio, o "castello d'acqua", simbolo visivo della città, costruito negli anni '40, è stato ristrutturato e sulla sua cima si trova un ristorante girevole che offre una vista panoramica eccezionale sul litorale. Infine, Palavas, che è possibile raggiungere da Montpellier lungo una pista ciclabile, dispone dell'unico porto turistico in acque profonde di tutto il Mediterraneo e accoglie più di un migliaio di barche. Questi ultimi abitano alla Pointe-Courte, il pittoresco quartiere dei pescatori dello stagno, uno dei "piccoli mestieri", come si dice da queste parti.

    Nel gergo di Sète, sono chiamati pointus, "appuntiti", dal nome dato alle loro piccole imbarcazioni. Lungo i moli, dove si disputano le giostre, le piccole imbarcazioni affiancano i pescherecci.

    Quando arrivano in massa i marinai, vi è un grande vociare e nell'aria il profumo di iodio. E poi ci sono i collinari, quelli che abitano nei quartieri residenziali. Da sempre, la collina ha rappresentato un punto di riferimento per i navigatori.

    Il primo cercava un'aper-. Nel , il giorno di San Luigi, nascono i primi tornei, le giostre: una tradizione ben radicata nella cultura locale. Alla grande epoca del commercio del vino, Sète era il primo porto al mondo per il mercato delle botti e una città fiorente. Quarant'anni più tardi, la fame spinse i pescatori italiani del porto di Gaeta a lasciare l'Italia e molti si stabilirono a Sète.

    Furono loro a conferire a questo porto i suoi colori, e ne fecero il loro quartiere. Questa stessa popolazione di origine italiana diede un tocco alla cucina locale.

    Tra le specialità culinarie: zuppe di pesce come la bourride di coda di rospo e la bouillabaisse, e piatti come la macaronade maccheroni e salsa al ragù e la rouille di seppia seppie in umido di cui vi è una ricetta per famiglia! La ricchezza di Sète è nelle sue radici. Un lido proprio bello!

    Cinque anni dopo l'inizio dei lavori l'aspetto del Lido, una lingua di sabbia a guisa di merletto tra lo stagno di Thau e il Mediterraneo, è cambiato molto. Di fronte all'erosione del litorale, i poteri pubblici hanno utilizzato tutti i mezzi possibili per agire su quei dodici chilometri di spiaggia a rischio.

    La strada litoranea, che sovrastava i luoghi, è stata spostata contro la ferrovia. Dal lato del mare, il cordone di dune è stato ricostituito e la spiaggia ampliata, a tratti, di settanta metri. Sono stati creati quattro parcheggi gratuiti e punti d'ingresso alla spiaggia.

    Ma si è trattato innanzi tutto di rendere perenne questo spazio unico e favorire una pianificazione sostenibile. La Bandiera blu sventola sulla maggior parte delle spiagge, e si registrano dodici siti protetti. E per fare amicizia con la grande distesa marina, ventisette porti cadenzano il litorale, da Collioure al Grau-du-Roi.

    Con attrezzature di questo tipo tra cui otto stazioni fondate negli anni Sessanta , la regione LinguadocaRossiglione si afferma come una regione leader nella navigazione da diporto, poiché conta attualmente più di Ai piedi degli Albères ad Argelès-sur-Mer Questo porto, munito di anelli da ormeggio e provvisto di tutti i servizi rifornimento, manutenzione, accessori nautici, ecc. Situato ad alcune miglia marine da Cap Béar, con una vista unica sugli Albères, questo porto catalano è tra i più accoglienti.

    Accanto al porto, sette chilometri di spiaggia che si prolungano in un bosco di pini di dodici ettari. Capitaneria: Tel. Con la pianificazione del litorale, Port-Barcarès, porto marittimo della Catalogna, è rinato a nuova vita.

    Rappresenta attualmente il polo turistico della stazione: è gestito dal comune che vi propone delle visite guidate. Spiagge sublimi e ristorante panoramico a Leucate Dominata dal suo castello, Leucate è una borgata incantevole tra mare e stagno, con belle spiagge e una stupefacente falesia bianca sulla quale svetta un punto di segnalazione. Con i suoi 1. Al largo domina la tramontana che fa di questo sito un luogo privilegiato per la vela e gli sport nautici di scivolamento.

    Infatti, ogni anno, a fine aprile, si svolge poco lontano, a La Franqui, il Mondiale del Vento. Leucate è una stazione tranquilla, con strutture alberghiere semplici ma accoglienti. In programma, cucina marittima e vista panoramica mozzafiato! La città con il più grande porto di pesca del Mediterraneo ha conservato tutta la sua autenticità. Attenzione, il porto ha una capacità ridotta. Punto marittimo di convergenza tra il Nord e il Sud dell'Europa, il porto dispone di 4.

    Port-Camargue si distingue anche per i suoi porticcioli turistici, che dispongono tutti di un molo di ormeggio privato. Marseillan, cittadina pacifica sulle rive dello stagno di Thau, ha conservato il fascino di un piccolo paradiso discreto. Le antiche stradine di questa piccola città mediterranea hanno un fascino incredibile. La pace ci pervade, mentre stiamo ad ascoltare il dolce sciabordio dell'acqua lungo il canale, poco lontano dalle cantine dove si fabbricava un tempo l'aperitivo Noilly-Prat è possibile visitare gli impianti.

    Il porto si trova a Marseillan plage. Porticciolo a carattere familiare, situato alla foce del canale di Pisse-Saumes, che collega il mare allo stagno di Thau. Se l'originale è conservato al museo dell'Efebo, costruito appositamente, la copia fa girare la testa degli automobilisti che percorrono, ogni giorno, la rotonda stradale nei pressi della tangenziale Sud.

    È il paradosso di Agde. Città portuale fin dall'antichità è stata fondata nel VI secolo a. Oggi, il centro di "elio-turismo", un quartiere interamente naturista, fa di questa città il più importante sito naturista al mondo per capacità di accoglienza. Qui, nel villaggio naturista e sulle spiagge "riservate", viene praticato il nudismo.

    Ma questo non è l'unico viso di Agde, che ha un ricco patrimonio: la cittadella e le sue mura, tra le più antiche di Francia, la cattedrale di Saint Étienne, il. E poi ci sono le spiagge di sabbia fine, paradiso di tutti coloro che preferiscono il costume da bagno insomma, i non adepti al naturismo , nel pieno dell'estate.

    In leggera pendenza, favorevoli alle attività balneari, si estendono da Est a Ovest lungo quattordici chilometri: spiaggia Richelieu, du Môle, di Rochelongue, spiaggia de la Coquille,. Il sito, ultimo anello della catena dei vulcani di Alvernia, ha conosciuto un'eruzione vulcanica Trecento metri al largo, a Sud della Grande Conque, si trova il punto di immersione delle Tables, formato da antichissime colate vulcaniche.

    Tra le falesie sottomarine, le più importanti della regione Linguadoca-Rossiglione, ha trovato rifugio un gran numero di specie di pesci e di invertebrati, e il sito è ricco di gorgonie bianche, anemoni di mare e spugne.

    LaClape,travigneti egarriga Il massiccio della Clape tra Narbona Aude e il mare, attira gli appassionati di natura selvaggia… E di vini, perché le vigne sono ovunque. E soprattutto ai viticoltori, che hanno colonizzato da molto tempo una parte dei Una terra eccezionale, che fa l'oggetto di tutte le attenzioni dei viticoltori i quali vi producono dei vini costantemente apprezzati. Con la sua garriga costeggiata da una pineta di pini d'Aleppo, il sito, sotto la tutela del patrimonio ambientale dal e successivamente integrato al Parco Naturale Regionale della Narbonese, è un paradiso per il pic-nic, la mountain bike e l'arrampicata; dei ruscelli sotterranei percorrono il massiccio, nelle cui profondità si dirama una rete di grotte e orridi.

    La passeggiata sul massiccio, nel bel mezzo dei profumi di timo, finocchio selvatico e ginestra, è sontuosa! Dal Pech-Redon, che culmina a metri, lo sguardo spazia fino a Gruissan e gli stagni, e abbraccia il blu del Mediterraneo.

    Tra le curiosità locali, bisogna visitare il cimitero marino di NotreDame-des- Auzils, dove si svolge una. Quel giorno, i pescatori di Gruissan il paese costruito a cerchi concentrici che troneggia, a valle, nel mezzo delle distese lagunari scalano il masso. Il territorio del Parco naturale della Narbonese Si ha un occhio di riguardo anche per i paesaggi di vigne, città e paesini, e per le pratiche locali intorno agli stagni pesca all'anguilla, ecc.

    L'ambiente, a cavallo tra zone umide e garriga arida, nel complesso è fragile, e ha richiesto protezione e tutela dal , per una durata di dodici anni. Gruissan,un paesino tondeggiante Tra gli stagni e il mare, Gruissan Aude è un paesino costruito intorno a una piccola collina sormontata da un castello fortificato, 35 metri al di sopra del livello del mare.

    Dell'antica costruzione resta unicamente la Tour Barberousse, costruita nel Duecento per sorvegliare i dintorni di Narbona. Perché questo nome? È un mistero. A poco a poco, ai piedi dell'edificio, è stato costruito un paese.

    Ma l'altra particolarità di Gruissan sono i suoi chalet su palafitte, sulla grande spiaggia. Queste costruzioni se ne contano oggi risalgono a una pratica di molti secoli or sono, e si sono diffuse nel XIX secolo come rifugio per i pescatori prima e, in seguito, come residenza temporanea degli abitanti di Carcassonne e di Narbona, per le loro attività balneari.

    Posta ai piedi del massiccio degli Albères, là dove i Pirenei si tuffano nel Mediterraneo, la cittadina di Argelès-sur-Mer Pirenei Orientali è una celebre stazione balneare, tra le più importanti della Linguadoca-Rossiglione. Bisogna dire che il sito ha dei punti fort i: sette chilometri di costa sabbiosa, dalla riserva naturale del mas Larrieu fino a Racou e due chilometri di costa rocciosa, oltre a una pineta di dodici ettari. Di che soddisfare i desideri di relax e di sport acquatici.

    Tra il blu del cielo e il verde del mare, il paese, con le sue stradine ombreggiate, ha saputo conservare la sua autenticità, e resta un luogo di vita colorato, dall'accento catalano, e visibile da Collioure.

    Leucate,una stazione cardine Punta orientale delle Corbières marittime, Leucate Aude prende il nome dal greco leukos che significa "bianco", ovvero Laucata in Linguadoca.

    Qui, il vento del Nord libera l'orizzonte. E due volte nella storia, nel Cinquecento e nel Seicento, la città resistette vittoriosamente agli assalti iberici. Un tempo isola, Leucate è rimasta nel mezzo di un ambiente marino che costituisce la sua terra nutrice. Grazie innanzi tutto all'allevamento di ostriche lo stagno è ricco di ostriche e altri molluschi e alla tramontana, che attira a La Franqui migliaia di "figli del vento" venuti a misurarsi con gli elementi in carro a vela, windsurf, kitesurf e altro ancora… Ogni anno, da quindici anni, centinaia di appassionatissimi sportivi vengono a sfidarsi alla fine della primavera, di fronte a più di E il fascino e il paradosso di questo luogo stanno nella convivenza tra, a sud, una stazione balneare anni '60 e, a nord, la spiaggia delle Coussoules, senza la minima traccia di cemento.

    Peyriacde-Mer, laprotetta Peyriac, acciambellata sul fondo dello stagno di Bages e di Sigean, e stretta tra le antiche saline e gli stagni, ha saputo farsi discreta per conservare il suo fascino unico. Un piccolo porto tra i più belli della regione, dove i diportisti si ritrovano a fianco degli ultimi pescatori di anguille, una piazzetta tipica con una graziosa fontana, una chiesa fortificata del Trecento e delle belle case lungo le saline: questo paesino è veramente un luogo fuori dal tempo, nel mezzo del Parco Naturale Regionale del Narbonese.

    Una passeggiata di circa due chilometri permette di scoprire l'antica salina dove hanno trovato rifugio numerose specie di uccelli. Lapoesiadelporticciolo catalano Collioure, perla del Rossiglione, sembra riposare in uno scrigno blu. Spesso citata come un paesino tipico, da cartolina, Collioure Pirenei Orientali ha l'aspetto di un paese cretese, ricorda l'Italia e prende al tempo stesso un'aria da catalana.

    Ma rimane incomparabilmente poetica. Innanzitutto per via della sua storia, perché la città portuale racconta lungo le stradine che ha un certo legame con l'arte.

    Case intrise di colore invitano alla passeggiata e alla fantasticheria. La sua gamma e i suoi profili sono molteplici. Collioure è luminosa, felice, canta con le cicale ed è immersa in un paradiso. Gli ocra, gli arancio e i rosa ricoprono le case di questo antico porto commerciale del Mediterraneo.

    Per la sua bellezza è stata.

    Vauban le diede l'aspetto odierno poco prima che il trattato dei Pirenei del non riunisse definitivamente il Rossiglione alla Francia. Anche se, nel corso delle sue conquiste, il castello è stato ampliato e la città trasformata, Collioure conserva ancora le tracce del suo passato medievale.

    Il forte di Saint-Elme, la chiesa di Notre-Dame-desAnges le cui fondamenta sono immerse nel Mediterraneo e la torre di Madeloc contribuiscono alla fama di Collioure. La città conserva un fascino incredibile, attorniata dai calanchi, da una spiaggia di ciottoli, da un piccolo porto, da barche catalane e da stradine fiorite. Ma non confondetevi! A Collioure si parla catalano, si pescano le sardine, si mettono le acciughe sotto sale e si fa persino la siesta. Un tesoro della costa vermiglia côte Vermeille , il posto ideale per trovare una pensioncina e dormire.

    Un percorso permette di svelare venti riproduzioni, installate là dove gli artisti hanno dipinto alcune delle loro più belle tele.

    D'estate, visita guidata. Espace fauve, avenue Camille Pelletan a Collioure. Port-Vendres, tipicamente mediterraneo Primo porto di pesca del Rossiglione, ma anche porto di commercio, in particolare per i frutti venuti dalla Spagna e dal Maghreb, Port-Vendres è a qualche chilometro da Collioure e si rivendica più tranquilla della sua vicina, al contrario molto turistica.

    La città, rimodellata nel Seicento, ha conservato numerose testimonianze del passato. I monumenti progettati da Vauban stanno a testimoniare questo splendore. Qui, tutti i giorni, tra le 8 e le 10 del mattino, i pescatori vendono sardine freschissime, all'angolo del quai Pierre-Forgas. Durante il pomeriggio, al molo giungono i motopescherecci e ogni settimana si osserva la processione delle navi frigorifere che vengono a sbarcare frutta e verdura proveniente dal Marocco o dall'Africa Occidentale.

    Sul cammino del litorale a Port-Vendres Impossibile venire su questa costa senza fare una passeggiata da queste parti. Su quella centrale, si ergeva una fabbrica di… dinamite! Il ritorno si effettua attraverso Cosprons, tra le vigne e il col del Mig. Maison du site Casa del sito di Paulilles: Tel. Al menù molto pesce, naturalmente, con filetti di triglia, coda di rospo, pesce lupo, elaborati con talento e cotti essenzialmente alla griglia.

    Una vista unica sul porto dalla terrazza panoramica. Ammirare la tecnica dei maestri vetrai A 15 chilometri da Collioure, nella pianura del Rossiglione, si trova il paesino di Palau del Vidre.

    Da circa vent'anni vi prosperano artigiani vetrai che hanno stabilito i loro laboratori al Palais du verre palazzo del vetro. Con le creazioni di oggetti artistici per la tavola, il restauro di vetrate o la termoformatura, i soffiatori di vetro partecipano alla conservazione di un grande savoir-faire.

    Ogni anno, ad agosto, un festival delle arti del vetro trasforma la città nella più grande galleria dedicata a queste arti in Europa. Dormire sotto una yurta a Sorède Sono già tre ani che Joëlle Lacoste ha installato tre yurte accanto al suo alloggio rurale. Vi si propongono un gran numero di attività, tra le quali il tiro all'arco, massaggi di benessere, ecc. Sulle tracce dei pittori a Collioure Con la sua spiaggia di sassolini e la chiesa che tocca il mare, il vecchio porto ha un fascino incredibile.

    Questa terra basaltica, modellata alla fine dell'era terziaria dalle eruzioni vulcaniche, è il luogo per eccellenza di chi ama le camminate, lo sci e la pesca. Lungo le stradine che attraversano lande dalle mille sfumature di verde, solo i tratturi delimitano il paesaggio. Di tanto in tanto, lo sguardo incontra, oltre alle mucche, strani blocchi rocciosi erosi dal tempo, che sembrano da lontano dei menhir o dei dolmen. Più in là, il paesaggio è disseminato di paesini dalle case massicce, da Nasbinals a Saint-Germain-du-Teil.

    Ovunque, l'accoglienza è ideale, l'alloggio confortevole e il vitto La Margeride, limitrofa, presenta una natura cesellata i cui rilievi sono stati scolpiti nel corso dell'era primaria.

    Il pianoro ospita dei parchi faunistici il parco dei lupi di Sainte-Lucie, la riserva di bisonti a Sainte-Eulalie, il belvedere degli avvoltoi nelle gole della Jonte , in una natura solcata da torrenti e fiumi.

    Da queste parti, la popolazione più rappresentata oltre a quella dei pescatori, è quella… degli escursionisti! Lamaestosità dellegoledelTarn Nel Sud-Ovest della Lozère, tra gli altipiani del Méjean e del Sauveterre, il Tarn ha scavato un solco in meandri di rara bellezza. Un percorso splendido, classificato "Grand site naturel" Grande sito naturale francese.

    Nel corso dei millenni, il fiume che nasce più a Oriente, nel Mont Lozère, ha scavato un'incisione profonda, scolpendo un vero e proprio canyon nella tenera roccia calcarea del massiccio dei Grands Causses. Le ripide pareti della falesia possono raggiungere metri di altezza! A partire da Sainte-Enimie, classificato tra i più bei paesini francesi, è anche possibile scendere le gole in canoa o in kayak, senza essere grandi sportivi. Un paesaggio grandioso: i cinquantatré chilometri di meandri lungo le gole sono un paradiso per la fauna e la flora, di una grande ricchezza.

    Gli escursionisti s'imbatteranno forse in una scarpetta di Venere, la più grande orchidea selvaggia che sia possibile trovare in Francia, o avranno la fortuna di scorgere un grifone in volo, riconoscibile dalle piume bianche sul capo, o un avvoltoio monaco, più scuro. Il regno lunare del Causse Méjean In una cornice di splendida solitudine, il Causse Méjean si apre su A oltre mille metri di altitudine, ecco una steppa di prati aridi, disseminati di borgate dai tetti di "losa" e di cazelles, piccoli rifugi per i pastori.

    Il sottosuolo di questo paesaggio arido è ricco di grotte e di doline. Alcune particolarità geologiche di questo suolo sono sorprendenti. Come il "campo di pietre" block stream di Nîmes-le-Vieux, tra Florac e Meyrueis. Uno strano ammasso di pietre calcaree, che potrebbe far pensare alle rovine di una città. Un paesaggio scolpito dall'erosione, dove l'azione dell'acqua, del gelo, del sole e del vento ha creato forme strane e fantastiche nel calcare dolomitico.

    Un sentiero pedagogico attraversa la pietraia, tra le borgate di Hom e Gally, partendo da Veygalier. La parte tra La Malène e le vigne, più stretta, è famosa per essere la più bella. Si propongono numerosi circuiti pedestri, per tutti i tipi di pubblico. Chi avesse in programma soltanto un breve passaggio in questi luoghi fuori dal tempo, dovrà almeno recarsi al sublime punto panoramico dei Baumes, sulla riva destra. Le stalagmiti ad Aven Armand Dopo aver passato il paesino di Meyrueis, lasciate sulla vostra sinistra la strada delle gole della Jonte Gorges de la Jonte per prendere la D Eccovi rapidamente giunti nei pressi di Aven Armand, che dall'alto appare come un imbuto di circa 10 o 15 metri di diametro.

    In questa immensa sala sotterranea, dove potrebbe stare senza problemi la cattedrale di Notre-Dame di Parigi, si possono ammirare stalagmiti, modellate nel corso di milioni di anni.

    Aven Armand a Meyrueis. Questo autentico treno a vapore, sollevando bruscoli e nuvole odorose, utilizza l'antica ferrovia che collegava Alès ad Anduze e che fu chiusa nel Il treno percorre tredici chilometri e attraversa numerose opere di alta ingegneria, tra le quali un ponte metallico di metri che valica il Gardon. È possibile fare una tappa alla Bambouseraie di Prafrance, dove crescono, nel bel mezzo delle Cévennes, varietà di bambù!

    Bambouseraie Prafrance: Tel. Questo paesino medievale, costruito intorno al Gardon, è la porta d'ingresso alle Cévennes e fu uno dei poli più importanti dell'epopea protestante nel Cinquecento. Il tempio di Anduze ha una facciata austera ed è uno dei più grandi di Francia. Anduze sprigiona un fascino e una dolcezza che la rendono accogliente d'estate. Imboccando la D in direzione del Pompidou, si entra nel paese della Haute Gardonnenque. Eccoci sulla strada panoramica delle Cévennes, la via strategica costruita nel Settecento per fare passare i dragoni di Luigi XIV, a caccia di camisardi.

    Un paesaggio sontuoso. Una Maison de l'eau la casa dell'acqua piena di charme nell'antico mulino. A partire da quel punto, sono possibili numerose escursioni. Ufficio del turismo della valle Borgne, Saint-André-de-Valborgne.

    Panorama sublime. Osservatorio meteorologico del monte Aigoual. Si ridiscende dal Mont Aigoual per Valleraugue. Nella borgata del Villaret, Les Jardins des Sambucs i giardini dei sambuchi propongono un'isola di pace, con un giardino pieno di vita in cui le piante rare si mescolano a fiori di campo colorati.

    Vi è anche la possibilità di fare una scappata a Le Vigan, una cittadina tra le Cévennes e il Mediterraneo. Jardins des Sambucs i giardini dei sambuchi a Villaret. Gioiello emergente in un paesaggio di vigne e di olivi, la città ducale troneggia nell'entroterra del Gard. E nel cuore dei turisti. Mentre i campanili suonano le ore nella campagna intorno a SaintTropez, Uzès Gard ha la Tour Fenestrelle, il campanile e la cattedrale di Saint-Théodorit che si staglia nel paesaggio con il suo tetto in tegole verniciate di giallo e di verde.

    Tutto un simbolo per la cittadina della Linguadoca che con soli 8. Uzès, il primo ducato di Francia, ha anche qualche cosa in più: una vera Duchessa e un vero Duca, Jacques de Crussol d'Uzès, diciassettesimo Duca d'Uzès. Uomo d'affari internazionale, titolare di un MBA all'università americana di Columbia, questo notabile si dedica da più di vent'anni al restauro del castello ducale per la più grande gioia dei turisti. Questi ultimi accorrono al mercato, d'estate, tutti i sabato mattina, incontro ai produttori che vengono a vendere i prodotti locali.

    Ma è al ponte del Gard che si viene a cercare la frescura e appagare la propria anima in questa regione che ricorda un poco, per via dei cipressi e del suo rilievo ondulato, la Toscana. Una torre stranamente tonda La cattedrale di Saint-Théodorit, situata presso il palazzo de Castille, ha proporzioni sorprendenti. Costruita alla fine del secolo XI sul sito di un tempio romano, la chiesa è stata distrutta diverse volte e la torre odierna risale alla metà del Seicento.

    Sulla destra della cattedrale troneggia la Tour Fenestrelle, stupefacente per l'altezza e la pianta circolare, estremamente rara in Francia e forse ispirata ai campanili italiani.

    La Chartreuse, scrigno di spiritualità Villeneuve-lèsAvignon, con il suo fort SaintAndré che segnava il confine del regno di Francia, a strapiombo sul Rodano, si erge come un riflesso di Avignone, sull'altra riva del fiume. Tra il Trecento e il Seicento, l'edificio religioso sarà continuamente ingrandito fino a diventare una delle certose più ricche di Francia, che accoglieva un centinaio di persone.

    Fu venduta come bene nazionale durante la Rivoluzione e poi riscoperta all'inizio del Novecento.

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    La sua pianta è complessa e racchiude alcuni tesori architettonici tra i quali il grande chiostro e la tomba di Innocenzo VI. Negli anni Settanta, la certosa che è possibile visitare è diventata un centro culturale ed è sede, dal , del Centro Nazionale delle Scritture dello Spettacolo Centre National des Ecritures du Spectacle.

    Uzès, il suo ducato e La decisione dovrebbe essere presa entro l'anno. Dirigetevi poi verso il Domaine Saint-Firmin, situato nel centro della città. Un vigneto di due ettari cresce proprio nel centro urbano! La cantina è aperta tutti i giorni tranne la domenica dalle alle Sul posto, un viticoltore vi parlerà di questa terra e del vino. Molte altre formule sono disponibili. Al primo piano, una galleria d'arte con una programmazione originale e una bella terrazza.

    Potrete anche visitare la loro cantina e passeggiare lungo il percorso di scoperta della fauna e della flora, dei mazets e capitelles piccole costruzioni tipiche della proprietà. Domaine Deleuze-Rochetin, route d'Uzès ad Arpaillargues. Sole, terrazza, ampia vista panoramica sulle vigne e le Cévennes In questa cantina atipica degusterete i loro vini dinamici, nervosi e fruttati dagli aromi delicati.

    Vi si organizzano regolarmente eventi con altri produttori. Da seguire su Facebook. Alla scoperta delletartufaie Michel Tournayre ha recentemente creato dei percorsi pedagogici appassionanti per comprendere il tartufo: come scoprire il suolo e le radici grazie a un sentiero sotterraneo.

    Vi si trova anche un arboreto con undici diversi alberi da tartufo: tigli, carpini, noccioli, pini d'Aleppo, bonsai Camere chic e ristoranti shock Ecco una selezione di luoghi dove regnano benessere, design, comforte voluttà! Approfittatene per degustare altri vini come quelli del Domaine Chabrier. Alès, capoluogo di dipartimento del Gard, nelle Cévennes, posta sulle rive del capriccioso Gardon, è in pieno rifiorire.

    Alès, il capoluogo delle Cévennes, era al tempo una città ferita. Un episodio decisivo per la città protestante. La città operaia, al suo apogeo , impiegava Con la chiusura delle ultime miniere tradizionali nel e nel quelle a cielo aperto. Alès oggi è una città culturalmente vivace. Il pubblico accorre dai centri urbani vicini Nîmes, Montpellier, Arles per seguire la programmazione del suo teatro, Le Cratère, palcoscenico nazionale; i cinefili provengono da ancora più lontano per l'imperdibile festival cinematografico Itinérances ogni anno, a marzo.

    Ma soprattutto, la città si dà al verde. Termine peggiorativo, designa i Camisardi, contadini in camice bianco che vivevano la notte, come le farfalle notturne. La cornice paesaggistica del sito, di una bellezza impressionante, è dichiarata monumento storico regionale.

    Uno splendido Ginkgo biloba sovrasta la valle del drago e un labirinto vegetale attende il viandante. Il museo del deserto:un culto, al mas Soubeyran Nella cucina del mas Soubeyran un tempo, dimora di Rolland, capo dei camisardi , a Mialet Gard , il clou della visita è… un nascondiglio segreto! Nelle Cévennes, paese di montagna e di rifugi, si è potuta organizzare una resistenza, sotto la guida dei Camisardi gli insorti.

    È possibile visitare il museo contiguo, dedicato alla storia del protestantesimo francese. Le mas Soubeyran à Mialet Tél. Un negozietto e un garden-center completano le installazioni paesaggistiche. La visita del parco, di una trentina di ettari, permette di farsi un'idea del progetto di Eugène Mazel, commerciante di spezie, che acquisto la tenuta di Prafrance nel Vi sono esposte mostre temporanee e permanenti, tutto l'anno.

    Saint-Guilhem-le-Désert Hérault accoglie ogni anno Secondo la leggenda, è qui che la Santa Vergine ha restituito i sensi a un cieco, sordo e muto! Ed è un po' l'effetto che coglie il turista, all'ingresso di questa valle delle meraviglie, toccata dalla grazia e dalla bellezza.

    Bisogna tenere costantemente gli occhi al cielo: ovunque, i paesi sfiorano le nuvole, erti sul loro mammellone poggio isolato e tondeggiante nel bel mezzo di una vegetazione lussureggiante, avvolti intorno a una chiesa o a un castello. Mistico più di ogni altro, il paesino di Saint-Guilhem-le-Désert brilla attraverso le epoche, dai tempi dei grandi pellegrinaggi medievali verso Santiago de Compostela.

    Qui, nell'anno Mille, i pellegrini che convergevano dall'Oriente e dall'Italia verso la Spagna, facevano tappa all'abbazia di Gellone , dopo la tappa di Saint-Gilles e di Montpellier Questo gioiello dell'arte romanica, di cui una parte del chiostro è in questo momento esposta al museo dei chiostri di New York USA , accoglie le reliquie di San Guglielmo e alcuni frammenti della vera croce di Cristo dono di Carlomagno!

    Oggi, i devoti hanno scambiato i bastoni da pellegrini con robuste calzature da trekking. Il sentiero GR attira i turisti a migliaia, lungo la Via Tolosana itinerario di Arles , tra garriga e olivi. Dal , Saint-Guilhem-leDésert è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, come cammino di Santiago de Compostela. E da giugno , il paese figura tra i Grands Sites de France.

    Mentre lo spirito di San Guglielmo, prode cavaliere e fondatore dell'abbazia, morto nell'anno , plana su questa valle popolata da leggende, tutto intorno, gli. Città martire e antico rifugio di eretici catari distrutto da Simone di Montfort, Minerve Hérault sembra volere raggiungere il cielo, per sempre. Alcuni lo vedono rintanato nel cuore degli altipiani dei causse, altri circondato da gole, vinte dalla confluenza del Brian e della Cesse.

    Questo sito medievale senza pari si erge a due passi dalle Corbières e dal Parco Regionale dell'Alta Linguadoca. Aggrappata ai contrafforti della Montagne Noire, nelle Cévennes, la cittadina si credeva inespugnabile. Gli eventi storici e la sua posizione geografica rendono questa città, tanto bella quanto fatale, uno dei tempi forti della crociata. Il paese esibisce ancora arcate disinvolte e ponti naturali scolpiti nella roccia calcarea: uno sfondo tanto grandioso quanto il suo funesto passato.

    La generosa cittadina ha dato il suo nome al Minervois, terra di viticoltori. D'altra parte, è proprio a una coppia di viticoltori che dobbiamo l'esistenza a Minerve del museo Hurepel, che propone il racconto della tragica epopea dei catari occitani sotto forma di figurine d'argilla. Percorrendo le stradine del paese, il viandante va incontro a questo luogo di memoria, dove sussistono ancora recinzioni, porte fortificate, posterle, stradine lastricate di ciottoli di fiume, torri e vestigia del castello.

    Salagou,profondorosso Creato nel nel letto di un antico fiume, il Salagou regna su questo paese color ocra. Le ruffes sono le rocce che circondano l'acqua, tingendola di rosso, e l'acqua è ovunque.

    La diga fatta di scogliere artificiali di basalto, costruita sul piccolo fiume Salagou, ha inghiottito alcune borgate.

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    In paese, si racconta persino che nei giorni di forte vento, si senta suonare la campana della chiesa sommersa… Ma quarant'anni dopo la sommersione del sito, vi regna un'aria di paradiso. Questa valle dai toni ocra per via delle ruffes, rocce argillose rosse, ricche in ossido di ferro , che ricordano le distese desertiche dell'Arizona o dell'Africa, attira un numero sempre più alto di persone desiderose di godersi questa splendido specchio d'acqua.

    Il Salagou è un vero e proprio mare dell'entroterra, con i suoi milioni di metri cubi d'acqua e si estende su 7,5 chilometri di lunghezza in un paesaggio circondato da strane colline che furono un tempo vulcani.

    Pioppi, frassini e salici sovrastano indolenti i canneti, sotto gli occhi incuriositi dello svasso maggiore Podiceps cristatus. In quarant'anni, questo sito dal paesaggio lunare e arido è diventato la destinazione privilegiata degli amanti della natura e della balneazione.

    Sulla superficie dell'acqua, quotidianamente spazzata dai due venti dominanti, la Tramontana. La fauna di velisti affacendati sullo specchio d'acqua incrocia la comunità di pescatori Il Salagou, infatti è un grande centro di pesca, e le specie introdotte dall'uomo al momento della sommersione del sito si sono adattatee in maniera formidabile: in queste acqua, oggi, nuotano pesci carnivori, carpe, sandre, lucci, persici e una grande quantità di altri begli esemplari..

    Nelle immediate vicinanze, si passeggia Bike, siccome le particolarità geologiche della valle fanno di questo sport l'attività terrestre di predilezione: otto circuiti delimitati, a quattro livelli di difficoltà, permettono di scoprire i dintorni del lago. Le escursioni a cavallo o a piedi sono un altro modo di esplorare queste terre rosse popolate da una fauna e da una flora molto particolari.

    Più in là, borgate, cappelle, capanne di pietra a secco capitelles e, ovunque, splendidi paesaggi. Fanno tutti parte integrante del Parco Naturale Regionale dell'Alta Linguadoca, creato nel in zona di media montagna. La montagna dell'Alta Linguadoca, elemento eccezionale nel panorama del turismo francese, è un paradiso per il turismo verde, per l'escursione e il turismo gastronomico cibi insaccati e salumi in genere, apicoltura, viticoltura.

    Pézenas, ladolcezzadella Linguadoca Pézenas è il teatro di ricchi palazzi signorili e di strade lastricate di storia. Pézenas Hérault coniuga le arti: dalla danza, al teatro, alla musica.

    Una trentina di artisti creatori, costumisti, marionettisti, mosaicisti, fabbricanti di ferro battuto, tagliatori di pietra ed ebanisti, contribuiscono alla fama della città. La città attira i mercanti di anticaglie e ne conta un numero elevato. La sua storia è stata marcata da personaggi illustri.

    JeanBaptiste Poquelin, alias Molière, giunse a Pézenas nel Vi rimase tre mesi, per divertire gli Stati Generali della Linguadoca. Tornerà a soggiornarvi due volte, successivamente nel e nel Questa città è stata una tappa importante per l'uomo di teatro.

    Ornano i parquet dei ministeri, delle ambasciate all'estero e del palazzo dell'Eliseo A Lodève, una trentina di licciai fabbrica tappeti con la tecnica del punto annodato, in base a disegni di artisti contemporanei Paulin, Hajdu, Lalane, Morellet, ecc.

    Questa tradizione dei mestieri di alto liccio ha potuto venire rilanciata nel con l'arrivo delle mogli degli harki soldati algerini che difesero la causa francese durante la guerra d'Algeria , famose tessitrici.

    Il laboratorio di Lodève è aperto ai visitatori. Vi si tratta, in cinque atti, della vita trepidante dell'uomo di teatro. Lo scenario di ogni sala rappresenta uno squarcio della vita di Molière, della sua troupe e del suo secolo. È un po' come se il cinema raccontasse il teatro, in tre dimensioni e per cinquantacinque minuti. Questo spettacolo sensoriale si percorre in famiglia. Aperto tutti i giorni dell'anno, il luogo è accessibile su prenotazione alle persone a mobilità ridotta.

    Un inizio ogni quarto d'ora. I castelli del Minervois e delle Corbières sembrano ancora proteggere i Catari che marcarono la storia e i paesaggi dell'Aude. Comandati da Simone di Montfort, i Crociati massacrano la popolazione di Béziers. Carcassonne, Minerve, Lastours cadono, una dopo l'altra, e la contea di Tolosa è sconfitta.

    Il trattato di Meaux mette termine alla guerra santa, mentre l'inquisizione continua a cacciare gli eretici, che si rifugiano nei paesini fortificati del Minervois e delle Corbières. L'avventura catara, diventata un conflitto d'indipendenza del Sud contro il regno, si concluderà con la caduta di queste piazzeforti e l'annessione della Linguadoca alla corona di Francia. I castelli catari narrano questa epopea.

    Le vestigia di queste fortezze, che svettano possenti, sembrano sospese in. Unpatrimonio acuoreaperto equilibrio sui picchi rocciosi o spuntate dalla roccia sulla quale sono abbarbicate, mentre le loro mura merlate trasmettono un senso di potenza.

    Oggi, da Durban a Lagrasse, la strada dei castelli del Paese Cataro propone una visita nel cuore della storia dei bons. Ufficio intercomunale del turismo delle Corbières Sauvages. PechdeBugarach, losperoneditutteleleggende… Per molto tempo, Le Pech de Bugarach fu conosciuto soltanto dagli appassionati di trekking. È situato nei pressi di Rennes-le-Château, e sul conto della sua cima di roccia calcarea circolano le storie più incredibili: c'è chi giura di aver visto degli UFO decollare o penetrare nella montagna!

    Il Bugarach è da molto tempo una terra di leggende; ma da due anni a questa parte, alcune persone sono convinte che è da qui che si contemplerà la fine del mondo. Da allora, questo paesino di duecento abitanti ai piedi della roccia è alquanto movimentato dagli appassionati di esoterismo e altri personaggi eccentrici, in attesa del giorno finale, con gran disperazione del sindaco.

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    Il Paese Cataro incanta per la bellezza e la severità dei suoi paesaggi, la sua storia e i vigneti millenari. La denominazione di origine Corbières è un immenso puzzle geologico. Vi nascono dei vini di carattere, proprio come i viticoltori che la coltivano. È possibile scoprirvi dei luoghi di prestigio o altri intrisi di modernità sui quali aleggia un'aria di rinnovamento dello spirito "Corbières". Visita e degustazione alla cantina: tutti i giorni dalle alle e dalle alle Cave de Castelmaure, route des Canelles a Embres-et-Castelmaure.

    Degustazione e sport meccanici al castello Venite a visitare questa sorprendente cantina futurista: un parallelepipedo seminterrato di calcestruzzo grezzo color terra con un'immensa facciata vetrata che offre una magnifica vista sulle Corbières.

    Chi ama le sensazioni forti, potrà passeggiare nel cuore della garriga a bordo di una 4x4, di un quad o di un buggy. Château de Lastours a Portel-des-Corbières. Un'ottima carta dei vini della regione e un'accoglienza senza pedanteria. Partirete soddisfatti e felici. Rilassatevi sotto il soffitto a volte in pietra dello Spa Garrigae. Piscina interna riscaldata, sauna, hammam, vasca idromassaggio, tisaneria…. In questa valle paradisiaca, il vino non è triste.